Rifiuti Palazzi Cirio: quando la toppa fa più danni del buco!

Dal fallimento della raccolta “porta a porta” alla “mini isola ecologica”

Tutti in Città conoscono la situazione ambientale della zona adiacente ai Palazzi Cirio dove c’è un continuo ed incessante sversamento incontrollato di rifiuti e tutti sanno bene che un intervento deciso e radicale sarebbe fondamentale per riqualificare una zona così importante e centralissima della Città come quella in questione. Si resta perplessi però nell’apprendere, tramite determina dirigenziale pubblicata sull’Albo pretorio, l’acquisto di una mini isola ecologica, alla modica cifra di 16,500 euro, da posizionare nei pressi dei Palazzi Cirio per cercare di eliminare il problema del deposito incontrollato dei rifiuti indifferenziati. Questo progetto, che almeno sulla carta ed in una posizione diversa e più controllabile, sembrerebbe perfetto, in questa determinata situazione evidenzia delle grosse lacune e va apertamente in contrasto con il progetto denominato “Cambia l’ambiente, differenzia con la mente” già da tempo approvato e finanziato dalla Provincia di Caserta, oltre all’ormai consolidato servizio “porta a porta” della raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Invece di attuare una profonda, intensa e copiosa campagna di informazione e sensibilizzazione sulla raccolta differenziata, prevista tra l’altro anche nel Capitolato speciale d’appalto in vigore e totalmente a carico della ditta affidataria del servizio raccolta rifiuti (art. 36), si va a posizionare un contenitore che, a causa della sua natura tecnologica, non andrà di certo ad eliminare il problema anche in virtù del fatto che la zona in questione è una delle “aree più densamente abitate e caratterizzate da una più massiccia presenza di stranieri” (cit. Determinazione n. 649 del 27/05/2016). Si parla di contenitori automatizzati dove “gli utenti vengono identificati tramite tesserini elettronici che possono utilizzare diverse tecnologie che vanno dalla lettura di banda magnetica sulle tessere sanitarie, all’uso di tesserini a microprocessore programmabile, con la funzione sia di riconoscimento dell’utente che di accumulo locale dei punti premio, in modalità borsellino elettronico”. Tutte queste belle parole cozzano violentemente con lo stato di abbandono e mancanza di controllo che vige in quei luoghi facendo sorgere nei cittadini domande naturali: chi avrà il compito di controllare l’abbandono al di fuori di questi contenitori? Come si fa a sostenere il fallimento della raccolta porta a porta, pratica che porta all’incremento del numero di materiali riciclati, se non è mai stata effettuata una corretta campagna di informazione nei confronti dei tanti cittadini che risiedono in quella zona? Si è davvero sicuri che 5 “contenitori”, ognuno con una capacità di meno di 2500 litri, seppur monitorati ed eventualmente controllati, possano soddisfare le esigenze di quella zona?
L’Associazione Cittadinanza Attiva da sempre si batte per la salvaguardia del territorio e anche nel recente passato si è fatta promotrice, insieme ad altre realtà locali, della costituzione di un Comitato denominato “Verso Rifiuti Zero Mondragone” con il quale è stato presentato, e prossimo alla sottoscrizione (ma a questo punto i dubbi aumentano), un protocollo d’intesa con l’Associazione Impatto Ecosostenibile nel quale i punti principali che si andavano a portare a termine erano il compostaggio domestico e i distributori automatici di acqua da bere mentre ora si apprende che per acquistare questa mini isola ecologica è stato chiesto alla Provincia di Caserta di modificare il progetto approvato a discapito proprio del compostaggio domestico e delle colonnine di acqua potabile! In tre anni di gestione ambientale “targata” Zoccola non si è mai riusciti ad eliminare o attenuare in qualche modo questo problema dello sversamento indiscriminato dei rifiuti urbani senza che venga rispettato in molti casi il calendario della raccolta differenziata. Un totale fallimento sono state le foto-trappole, che sembravano essere la panacea per questo atavico problema ma che alla lunga si sono rivelate solo un ulteriore esborso per le già esigue tasche dell’amministrazione comunale, e nemmeno è servita l’elemosina fatta la scorsa estate a pochi volontari per cercare di far evitare l’abbandono dei rifiuti nella zona Cirio a fronte della richiesta di un controllo h24. In diverse zone della Città si possono notare mini discariche di rifiuti abbandonati e in che modo si pensa di eliminare questo problema? Con la stessa soluzione dello scorso anno nel periodo estivo? Ossia con il recupero giornaliero della frazione del secco indifferenziato? Cosi facendo si andrà a penalizzare sempre più la percentuale di raccolta differenziata e gli obiettivi prefissati con conseguenze negative per tutti quei cittadini virtuosi che si prodigano per una corretta raccolta differenziata, senza tener conto del principio “chi inquina paga” sancito dall’art 14 della direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e dando, come sempre, una immagine negativa della città legato anche ad un decoro urbano oramai inesistente senza avere la minima capacità di saper educare al rispetto dell’ambiente e della città tutti quei cittadini che continuano ad approfittare delle inefficienze di questa Amministrazione.
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